24. GROSSO GRASSO A CHINATOWN

Alberto è stravaccato sulla sua morbida poltrona di pelle nera. Possiede un appartamento di 120 mq a Via Bramante, nel bel mezzo della Chinatown milanese. Una zona che oggi è diventata una merda, ma che in passato doveva essere abitata da ricchi borghesi. Ovviamente non potrebbe permettersi una casa così grande con il suo stipendio da assistente universitario con contratto a progetto. Tutto merito del padre, ricco medico ben visto nella Milano che conta. Tra i suoi clienti annovera calciatori, politici, attori, veline. 36 anni d’uomo rotolati in una poltrona che puzza di antichità. Con tre rotoloni di panza che gli sbucano da sotto la camicia, rolla una canna mentre la bella Margherita se lo mangia con gli occhi. Misteri della vita. Continua a frequentarlo e a scoparci, mentre quel povero Cristo del suo fidanzato continua la sua vita da studentello nella provincia torinese. Cazzo, che voglia di prendere il telefono e spifferargli tutto. Vorrei tanto vederlo entrare dalla porta e spaccare la faccia ad Alberto, così da togliergli quel ghigno saccente e presuntuoso che ha sulla bocca. Il fratello grasso di Joker mi sembra in certi momenti. Siamo a casa sua solo perché Margy ci ha costretti ad accettare un invito a cena con una serie infinita di lagne isteriche. Prova a farcelo piacere in tutti i modi, ma è uno sforzo inutile. Mentre aspettiamo la gommosa pizza di una nota catena milanese, Alberto ci delizia con perle di saggezza e canne chiuse alla cazzo di cane. - Non capisco voi ventenni e quasi trentenni che cazzo avete da lamentarvi? Tutti a dire che la vostra generazione è una generazione sfortunata. Ma cosa pensate che quelli della mia età si siano trovati tutto servito su un piatto d’argento? Anche noi abbiamo conosciuto la disoccupazione, il precariato e il crollo delle ideologie e delle sicurezze. Margherita sembra una bambina che guarda la cioccolata. Ha gli occhi a forma di cuore e la bava alla bocca. Claudio ha una mano sul cazzo e l’altra su un bracciolo del divano e sembra possa svenire dalla noia da un momento all’altro. - Alberto ma quanti anni hai? – forza Claudio! - 36. Perché? - Minchia, parli come uno di 50 anni. Guarda che tra la nostra generazione e la tua non è che ci sia una grossa differenza. Voi vi siete salvati giusto perché siete arrivati un attimo prima del crollo delle torri e di tutta la merda che ci siamo dovuti sorbire dopo. Ma non è che i tuoi coetanei se la passino benissimo…sai quanti trentacinquenni precari conosco? E poi scusa, tu non sei mica assunto? - No, ovviamente no. Il mondo dell’università funziona peggio di altri. Però non mi lamento e vado avanti. Invece di passare le giornate a ciondolarmi nella noia e nella depressione mi spacco il culo in facoltà. Claudio si rigira una forchetta tra le mani con nervosismo. Tra un po’ temo che possa alzarsi e conficcargliela negli occhi. Intanto Andrea si è isolato dal mondo e col pc portatile sulle gambe controlla quante richieste di scopata veloce gli sono arrivate nell’ultima ora. Guai a rimanere indietro col lavoro! - Quanto paghi di affitto per questa casa Alberto? – bam! colpito e affondato. - Non fare l’ironico. Lo sai che questa casa è mia… - E scommetto che l’hai comprata con i soldi che guadagni facendo l’assistente precario. Alberto ride. Sa di non essere ben visto da nessuno di noi e in particolar modo da Claudio. - Un modello brasiliano! Un modello brasiliano! Ci giriamo tutti verso Andrea. Con la faccia sconvolta ci svegliamo dalla noia e dalla pesantezza della conversazione e ci chiediamo cosa cazzo abbia da esultare così tanto. Sembra che abbia appena vinto lo scudetto o i mondiali. - Che c’è Andreuccio? – Margy si alza di scatto dal divano e si avvicina al pc per scoprire l’ultima preda di Andrea. L’ultimo parere prima dell’incontro scopereccio spetta sempre alla Regina Margherita, anche se a giudicare dal fratello dell’omino Michelin seduto sulla poltrona di fronte a me, non ne capisce poi tanto in fatto di uomini. - Guarda Margy, guarda che torello! Che muscoli! Domani sera mi ha invitato fuori per un aperitivo. A causa della sua forte miopia e del suo odio adolescenziale verso gli occhiali, Margherita è costretta ad attaccare la testa al pc per poter ammirare l’ultimo acquisto di Andrea. - Wow! Quasi quasi vengo pure io…è un figo da paura. Alby vieni a vedere come sono fatti gli addominali. Claudio e io ridiamo spudoratamente in faccia ad Alberto. Che goduria quando Margy lo prende per il culo in nostra presenza. Fa una fatica immane a nascondere il fastidio che prova. Fa dei sorrisini stentati e diventa rosso come se fosse un adolescente preso in giro dai compagni di classe. Margy e Andrea vengono rapiti dalla tartaruga di Tiago il modello brasiliano e ormai sarà difficile riaverli tra di noi prima di qualche ora. - Di cosa stavamo parlando? – non posso esimermi dal tirare di nuovo in ballo la discussione tra Alberto e Claudio. Godo come un matto quando si sfidano con le parole. - Di chi ha pagato questa casa…- Claudio si allunga verso Alberto per farsi passare la canna e intanto lo guarda dritto negli occhi. - E che palle Claudio…sempre a fare il moralista. Mio padre è ricco e mi ha comprato una casa e allora? Che devo fare? Venderla e donarla ai bambini del terzo mondo? - Non sarebbe una cattiva idea. - A te piace tanto fare la morale agli altri. Ma non mi sembra che tu sia un morto di fame. Sbaglio o tuo padre è uno degli industriali più ricchi della Sicilia? L’ho visto in tv qualche giorno fa. Sai, ti somiglia tanto… Claudio si toglie gli occhiali e li pulisce con la maglietta. Diventa sempre nervoso quando si parla del padre; si percepisce a distanza che il rapporto con la sua famiglia non deve essere tanto semplice. - E’ mio padre, abbiamo lo stesso sangue, grazie al cazzo che mi somiglia. Almeno fisicamente…perché caratterialmente non ho nulla a che vedere con lui. - E già…tu sei l’intellettualone di sinistra che a 30 anni gioca a fare l’alternativo fricchettone. Svegliati bello mio, gli anni 70 sono passati da un pezzo. Oggi bisogna essere più cinici e meno idealisti. E’ triste ma è così… Claudio ha il collo rosso e si gratta in continuazione. Sento che sta per sbottare. Tra due minuti si alza e gli molla un cazzotto in faccia. Qui c’è bisogno di un diversivo e per fortuna arriva una mano dal cielo, anzi dalla strada. Sentiamo urla cinesi, rumori di bottiglie di vetro spaccate sull’asfalto, donne in preda a crisi isteriche. Deve essere l’ennesima lite tra cinesini, ormai quasi all’ordine del giorno in questo quartiere. Ci affacciamo alla finestra per cercare di spiare e capire qualcosa. Tutti tranne il buon Andrea che è ormai rapito dallo schermo del pc e dai pettorali di Tiago. Ammesso che stia ancora chattando col famoso modello brasiliano. – Claudio, accompagnami giù. Andiamo a dare un’occhiata – - Diego ma sei pazzo? Non vi mettete in mezzo! Non fare il napoletano pettegolo come al solito. – Margy è piuttosto terrorizzata da quello che sta accadendo per strada e si stringe tremolante alla panza dell’omino Michelin. - Margy stai tranquilla. Ci teniamo a distanza. Dai Clà, andiamo! – Claudio non sembra particolarmente entusiasta dalla mia proposta, ma con un paio di occhiolini cerco di fargli capire che della lite tra cinesi non me ne frega un cazzo e che il mio intento è un altro. Entriamo in ascensore e guardo i suoi occhi arrossati dal sonno, dall’alcol e dal fumo. Sta pensando a chissà quante cose. Fa sempre così, spara sentenze e si incazza e alla fine si isola e si masturba il cervello per ore. Gli metto una mano sulla spalla e cerco di svegliarlo da questo sonno. - Ovviamente sai che non stiamo andando a far fare la pace ai cinesi? - Eh? - Sveglia! Che cazzo hai? Ma è possibile che ogni volta che parli con quel deficiente di Alberto te la prendi in questo modo? Lo sappiamo tutti che se poteste vi prendereste a cazzotti ogni volta che vi incontrate. E tu ogni volta cadi nella trappola. - Hai ragione…ma è più forte di me. Mi sta troppo sui coglioni. - Anche a me, ma lo lascio perdere. Non contraddico ogni suo respiro e ogni suo pensiero. - Ma con te è diverso… Siamo arrivati al piano terra, usciamo dal palazzo e sbirciamo intorno. Calma piatta. La lite tra cinesi deve essersi spostata qualche metro più in là o deve essere già finita. Ci sediamo sul marciapiede, lasciando il portone del palazzo socchiuso in caso di necessità. - Dicevi? Con me è diverso? - Sì, perché con te non si accanisce. Ogni volta non perde l’occasione per punzecchiarmi con sta storia di mio padre. - E che te ne fotte? Sinceramente non capisco perché te la prendi così. Dovresti essere solo orgoglioso di avere un padre straricco e di non approfittarne. - Forse non ti sei mai chiesto perché mi ostino così tanto a non volere aiuti dai miei… – si passa le mani tra i capelli scuri come la notte. Sembra stia per mettersi a piangere e urlare. - Ho sempre pensato che lo facessi per orgoglio, ma forse non è la sola ragione… Alza gli occhi al cielo e caccia fuori un po’ di aria dai polmoni. Come se si stesse preparando a tirar fuori un rospo di 10 chili. - E va bene…ormai ti conosco da tanto e ti considero il mio migliore amico. Resti tra noi però. Secondo te come ha fatto mio padre a diventare così ricco? Come pensi che abbia fatto in una terra povera e arretrata come la Sicilia a creare un’industria che fattura milioni e milioni di euro ogni anno? - Spero non si tratti di quello che sto pensando…anche se posso arrivarci facilmente… - Bravo…soldi sporchi arrivati da famiglie mafiose, amicizie con politici corrotti, fondi statali ed europei destinati ad altro, appalti truccati e tutta una bella serie di schifezze di questo genere. Mi maledico ogni giorno per essere suo figlio…mi fa schifo… Due lacrime gli solcano le guance. Si gira dall’altro lato perché è troppo orgoglioso per mostrarsi così davanti a me. Resto in silenzio per qualche minuto, triste e schifato dalla realtà che ci circonda. Gli passo una mano sulla testa e gli do uno schiaffetto sulla nuca. - Mi spiace tanto Claudio…sinceramente non mi sono mai posto il problema. Non mi ero mai chiesto da dove venissero i soldi di tuo padre. - Perché tu sei mio amico e a certe cose non ci pensi…ma secondo te perché Alberto mi punzecchia così tanto con questa storia? Sono convinto che in qualche modo sa e non parla solo per non far dispiacere Margy. - Fanculo Alberto! Tu devi pensare a te stesso, a quello che sei. Cazzo, sei una delle persone più oneste che io conosca. Ce ne fosse di gente con sani valori come i tuoi. Alza quella cazzo di testa e guardalo negli occhi con orgoglio e senza paura. Tu vali 1000 volte in più di quel coglione gonfio di lardo. - Lo so, lo so…ma quell’idiota mi fa uno strano effetto. - L’ho notato e non capisco perché. Non sarà mica il primo a punzecchiarti. Scommetto che in Sicilia ti sarà capitato altre volte. - Sì, mi è capitato spessissimo. Ed è anche per questo che sono fuggito a Milano…però sai è che…Alberto mi fa incazzare anche per un’altra ragione. - Sarebbe? - Non so se ho voglia di dirtelo. Stasera ci sono state già abbastanza confessioni. - Ok. Non ho fretta, quando avrai voglia di parlarne, io sono qui. Sentiamo le sirene di un’auto della polizia in lontananza. Deve essere arrivata una chiamata da qualche vicino terrorizzato dalle urla dei cinesi. Mi alzo in piedi e allungo una mano a Claudio. - Torniamo su dai. Può darsi che nel frattempo Alberto si sia addormentato dallo spavento.

2 Risposte a questo post.

  1. Pubblicato da Anonimo in gennaio 18, 2010 alle 11:16 am

    Secondo me Claudio è invaghito di Alberto…..almeno dal suo comportamento si capisce questo….vediamo se ho ragione nel prossimo capitolo…. ;-)

    Cmq…. Anche questa volta hai toccato temi importanti, come la mafia, i soldi sporchi, i politici corrotti… spero solo che questo tuo libro venga pubblicato al più presto….

    Replica

  2. Pubblicato da Maria Rosa in gennaio 18, 2010 alle 11:17 am

    Secondo me Claudio è invaghito di Alberto…..almeno dal suo comportamento si capisce questo….vediamo se ho ragione nel prossimo capitolo….

    Cmq…. Anche questa volta hai toccato temi importanti, come la mafia, i soldi sporchi, i politici corrotti… spero solo che questo tuo libro venga pubblicato al più presto….

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