E allora proviamo a imitare Andrea fino in fondo.
Se un gay riesce a trovare tanto divertimento nelle chat, chissà che non possa capitare anche a un etero disperato come me.
Mi iscrivo a tutti i siti gratuiti di incontri, compilo svogliatamente il mio profilo senza espormi troppo e carico un paio di foto in cui la mia faccia non abbia la solita espressione da idiota tossicodipendente. Proviamo a fare un giro in questo mercato del sesso e vediamo come funziona.
Nei siti di incontri esistono anche i motori di ricerca.
Seleziono l’età: dai 18 ai 35 (tutto fa brodo e in questo momento tra una diciottenne con gli ormoni impazziti e una trentacinquenne allupata non saprei scegliere).
Seleziono solo i profili della città di Milano e lascio perdere tutte le altre opzioni. Bionda, mora, rossa, atea, single, fidanzata, bisex, cattolica, pudica, troia. Va bene tutto. Non ho pretese in questo periodo della mia vita. Per una volta voglio lasciarmi andare senza chiedere troppo all’altro sesso.
Mi contatta una certa Sabrina.
Sfoglio velocemente la sua scheda. Ha 34 anni, vive a Milano e fa la segretaria in uno studio di avvocati. Dalle cazzate che scrive non mi sembra particolarmente colta e a giudicare dalle foto neanche particolarmente bella.
Ma sembra una di quelle che ci stanno subito e che non fanno tanti giri di parole.
Sei carinissimo!
Chi io?
Sì tu. Allora, quando mi porti fuori per un aperitivo?
Quando vuoi. Tanto al momento di tempo libero ne ho parecchio.
Lunedì sera ci sei?
Certo. Lunedì sera alle 20 a Piazza Wagner?
Perfetto! Mettiti la camicia mi raccomando.
Perché, le t-shirt ti fanno schifo?
No. Ma gli uomini in camicia sono un’altra cosa.
Se ti accontenti di così poco mi metto pure la cravatta.
Ahah. No dai, non esageriamo. Va bene la camicia.
Zì badrona.
Lunedì sera. Arrivo con netto anticipo come al solito. Sono l’unico napoletano vivente che arriva puntuale agli appuntamenti. Cammino nervosamente fuori la metro di Piazza Wagner. Non ho motivo di essere agitato. Non mi aspetto nulla da questo appuntamento e poi Sabrina non mi fa particolarmente impazzire.
A dire il vero non mi piace neanche, ma ho bisogno di distrarmi e di fare esperienza. Devo imparare nuovamente a muovermi con le donne, a corteggiarle, a farle ridere. E in questo momento una trentaquattrenne zitella che non aspetta altro che essere corteggiata è la cavia ideale.
Arriva con un quarto d’ora di ritardo. Era prevedibile che si facesse aspettare.
Ciao Diego! Complimenti per la camicia.
Hai visto? Sono di parola. E per l’occasione l’ho persino stirata. Cioè, in realtà l’ho fatta stirare alla lavanderia cinese sotto casa.
Ahahahah! Che simpatico che sei! Mi fai morire!
No, no, non voglio avere cadaveri sulla coscienza.
Che scemo! Comunque complimenti, dal vivo sei ancora più carino.
Grazie. Anche tu…
Che bello mentire ogni tanto. Sabrina non è per niente carina. Ha la pelle segnata dall’età e per me che adoro la pelle liscia, bianca e delicata da ragazzina è dura guardarla negli occhi.
Ci sediamo in uno dei bar fighettini della zona. Sabrina indossa una minigonna di pelle e le calze a rete, una camicia bianca scollata che mette in bella mostra un seno pompato a regola d’arte dal push up. Ha un rossetto di un colore improbabile sulle labbra. Uno di quei rossetti tamarri che indossano le ragazzine dei quartieri di Napoli.
Sembra un mix tra un aborto di Anna Tatangelo, una cantante neomelodica e un trans.
Che cazzo ci faccio qui?
Allora? Raccontami qualcosa di te Diego, in chat sembravi così riservato.
Non sono riservato, è che in questo periodo non c’è molto da dire.Attualmente non lavoro e passo le giornate a mandare curriculum. Ho lavorato per un anno e mezzo in pubblicità e mi piacerebbe tornare nell’ambiente. Sono single da poco e non ho nessuna voglia di accasarmi di nuovo.
Fai bene, non c’è fretta. Io ho 34 anni e sento di avere tutto il tempo davanti.
E chi vuoi che ti creda tesoro? Si vede lontano un miglio che sei disperata. Sei qui a bere birra con uno che sembra il tuo fratellino minore solo perché nessuno ti vuole.
- E come fai a mantenerti a Milano senza lavorare?
- Mi nutro di sogni.
- Dai, sul serio…
- Rubo i soldi di mio padre. Lo so, sono una merda.
- Beh, se puoi permettertelo, per qualche mese si può fare…
- Ecco appunto, per qualche mese…peccato che i mesi stiano volando via e il mio tempo stia per scadere. Il call center mi aspetta.
Passo la serata a fare battute di una stupidità imbarazzante che per qualche strano motivo la fanno morire dal ridere. E’ più stupida di quanto credessi. Sono quasi tentato dal mollarla qui e tornarmene a casa a piangere ascoltando canzoni d’amore.
Ma Sabrina è rapida, affamata e diretta. Non ti lascia il tempo di pensare e avere dubbi.
Senti…se ti va possiamo andare da me a vedere un film. Abito in zona e vivo da sola…
Finisco di bere il mio Daiquiri Frozen e intanto mi faccio mille seghe mentali in dieci secondi e rispondo con la prima cosa che mi viene in mente.
Molto volentieri. Tanto domani IO non devo lavorare.
Io sì. Ma stasera faccio volentieri tardi.
San Gennaro aiutami tu! Sono finito nelle mani di una ninfomane di 34 anni. So già che finirà male.
Saliamo a casa sua. Un minuscolo monolocale ordinatissimo e ben curato. La ragazza ha gusto, almeno in fatto di arredamento.
Apre un cassetto e tira fuori una ventina di dvd.
- Original sin? Che ne dici?
Dico che sei una porca.
- Quello in cui la Jolie si fa scopare per due ore da Banderas? Ottima scelta, però poi non ti spaventare se mi eccito.
- Buono a sapersi allora. Lo metto subito.
Il film parte, con le labbrone di Angelina che occupano mezzo schermo e lo sguardo da depravato di Banderas che fa riscaldare la già affamata Sabrina.
Dopo venti minuti di silenzio, in cui fingiamo di essere interessati a quel cazzo di film, Sabrina si avvicina e si stende con la testa sulle mie gambe.
Mi guarda e sorride con malizia. Sento i pantaloni gonfiarsi leggermente, quel poco che basta per far capire che ho apprezzato il gesto. Allunga la mano e comincia a toccarmi in mezzo alle gambe, va su e giù con quella mano rugosa. Vedo le sue unghie rosso fuoco graffiarmi la zip dei jeans.
So già dove poterà tutto questo.
Tira giù la zip e mi abbassa i pantaloni. Sfila via i boxer e giocherella con il mio amichetto. Se lo passa tra le mani e lo graffia con quelle schifosissime unghie.
Chissà come ho raggiunto una discreta erezione. Di solito con una donna di fronte che non mi piace per niente non mi eccito neanche di mezzo millimetro. Non sono di quelli che basta che respirano e ci faccio qualsiasi cosa. Sono un viziato, un esigente. Voglio classe e dolcezza, stile e sensualità raffinata.
Sabrina si fa scivolare il mio cazzo tra le labbra e quando stacca la bocca vedo i segni del suo rossetto orrendo un po’ ovunque.
La lascio fare per un po’, vedendo dove vuole arrivare.
Dopo qualche minuto di su e giù con la bocca, si siede sulle mie gambe e mi sbottona la camicia che ha tanto voluto.
Con quelle maledette unghie si diverte a farmi piccoli graffi sul petto e sull’addome. Poi si riabbassa e continua a giocherellare con la bocca.
E’ il momento di tirare fuori le palle, di prendere l’iniziativa e di far vedere chi è che comanda.
La spoglio con foga e la faccio mettere a quattro zampe. Ora sfogherò su di te quattro mesi di astinenza e solitudine. Voglio diventare proprio come Claudio. Niente passione, niente domande, niente sentimento. Solo sesso in quantità.
Ti entro dentro con rabbia, godendomi le tue urla fastidiose. Dopo pochi secondi ti dimeni e fai gridolini come se stessimo scopando da ore. Sembri una di quelle che fingono per far contento l’uomo che hanno di fronte. Una di quelle che per far sembrare reale una scopata devono metterci gli effetti sonori.
Chiudo gli occhi e cerco di non pensare, di lasciarmi andare alle sensazioni e all’eccitazione.
Non devo pensare, non devo pensare, non devo pensare!
Se lascio partire il cervello è la fine, so già cosa può accadere.
Vedo Clelia che mi sorride dopo aver fatto l’amore.
Vedo Clelia che si stende sul mio petto e mi bacia, mi guarda dritto negli occhi ed è felice.
Vedo Martina seduta sul divano di casa mia, con le guance arrossate e un sorriso imbarazzato.
Vedo Martina che chiude gli occhi mentre cerco di baciarla e che dopo poco si allontana turbata.
Sono le donne che ho ancora nella testa, che mi dicono che non posso andare via. Appartengo a loro, in modi diversi e per ragioni sconosciute.
Non voglio pensare!
Sento le grida di Sabrina sempre più fioche. L’eccitazione si trasforma lentamente in quiete. Tutto tace nella stanza. Tutto tace tra le mie gambe.
Mi stacco da lei e mi siedo sul divano sudato e incazzato. Lei mi guarda triste e perplessa.
Scusami Sabrina…
Ho fatto qualcosa che non dovevo?
No, tu non c’entri niente.
E’ che non ti piaccio vero? Puoi dirlo, sono abbastanza grande per non offendermi.
- Non sei tu il problema, tranquilla.
Non potrei mai dirti la verità. E’ vero, non mi piaci. Ma se il mio stupido cervello non si fosse messo in mezzo come al solito, avrei scopato con te senza troppi problemi.
- Mi spiace…forse è meglio se mi rivesto e vado a casa.
Pubblicato da Diemme in ottobre 27, 2009 alle 8:18 pm
Piuttosto che una serata così la preferirei in gattabuia… ma come vive la gente????
Ok, rimarrò sola tutta la vita, ma la gioia di non assomigliare a Sabrina neanche un po’ non ha eguali.
(A proposito, nome omen?)
Pubblicato da trilli in ottobre 27, 2009 alle 10:14 pm
voi uomini siete strani…lui mi voleva chic e poi mia ha tradito con una tamarra.
adesso mi sono fatta le unghie azzurre…del tipo
uomo non me ne importa nulla di te amo solo sognare
Pubblicato da Trilli in ottobre 30, 2009 alle 12:16 pm
Non saresti riuscito a trovare un briciolo di felicità neppure se Sabrina fosse stata bella, chic ed elegante.
Lei non si può chiamare donna.
Non è quello che vuoi, non è quello che cerchi e non lo sarà mai.
Hai bisogno di un’emozione unica e rara, di amore e non di sesso.
Certo quello va bene per i menefreghisti, ma non di certo per te che non lo sei mai stato per tutti questi anni e non puoi cominciare proprio adesso, anche se ammettiamolo a volte un pò di sano emnefreghismo farebbe comodo a tutti!
Pubblicato da LaTuaLettriceParticolare in ottobre 30, 2009 alle 11:26 pm
….beh….
è amore ke cerki..
nn t arrendere..MAI.
Pubblicato da Anonimo in novembre 2, 2009 alle 3:17 pm
Quella, di certo, non è la donna che ogni uomo sognerebbe, ma anche tu….datti una mossa….rialzati da questo buco nero in cui sei ti sei inoltrato…
Ti stai crogiolando troppo…
Pubblicato da Anonimo in novembre 3, 2009 alle 9:26 am
bel posto, la tua isola che non c’è…
vit
Pubblicato da Marinella in dicembre 10, 2009 alle 10:29 pm
hahahahah
tu dovresti leggere “i vivi” di Cristiano Godano.