Il mare non ha più eco. Piango le mie lacrime sul lungomare della mia città. Lascio andare i pensieri e i dubbi che mi mangiano lo stomaco e il cervello.
Guardo questo mare che non ha più voce, che mi rigetta addosso lacrime di sale e silenzio.
Non sei più mia Napoli. La nostra è una storia d’amore nata male. Ci siamo conosciuti nel momento sbagliato, quando ero ormai già troppo grande e scazzato per fidarmi di te, per affidarti la mia vita. Ho cominciato a scoprirti e ad amarti quando ho capito che dovevo andare via, che vivendo accanto a te non ci sarebbe stato un futuro.
Sei una città stanca, umiliata e scontenta. Sei una poesia che non legge più nessuno, una donna bellissima che aspetta che qualcuno venga a salvarla dai maltrattamenti di un amante ingrato. Ho rinchiuso la voce di quel mare e le grida delle tue strade in un angolo della mia mente e le ho portate via con me, lontano da questi anni di solitudine e false speranze.
Ti ho portato in ogni cosa che ho fatto a Milano. Tu eri negli occhi della donna che amavo, figlia tua proprio come me. Ti ho messo nelle parole che scrivevo per cercare la fama e il mio posto nel mondo. Sei un biglietto da visita scomodo ma a cui non rinuncerei mai. Ho difeso la tua dignità calpestata, la tua bellezza un po’ sbiadita e la tua storia dalle offese degli ignoranti e dalle bugie che ti vomitavano addosso.
Sei dentro me come un marchio indelebile. Non trema la mia voce quando mi chiedono da dove vengo, non esita il mio cuore quando nelle mie parole riconoscono il mio DNA. Se solo fossi stato in grado di costruire qualcosa accanto a te, di restarti vicino per difenderti dai tuoi demoni interiori, non ti avrei lasciata mai. Sei la mia stella polare, mentre Milano è stata la mia Isola che non c’è e che purtroppo non c’era.
Dopo tre anni non sento più l’eco nella voce del tuo mare.
I miei pensieri restano intrappolati in testa e le mie domande non trovano risposta. Ho appena lasciato il lavoro. Il secondo in pochi mesi.
E ora cosa farò?
Devo continuare a lottare per riprendermi la mia vecchia vita o devo accontentarmi della prima cosa che trovo e dare il colpo di grazia definitivo ai miei sogni? Che senso ha restare a Milano per finire a lavorare in un triste call center quando potrei farlo anche nella mia città?
Se devo piangere lacrime di rimpianto e frustrazione, perché non farlo nelle tue braccia? Se devo morire di tristezza e rassegnazione, perché non farlo nel dolce canto del tuo mare? Non ho risposte e neanche tu sai più aiutarmi. Taci, bella e maledetta come sei. Resto accanto a te per qualche giorno, il tempo di ricaricare le pile e poi ritorno a Milano per provare a riprendere in mano la mia vita. Chissà se un giorno tornerò a chiamarti casa.
Ti amo, come si ama una madre che ti ha dato la vita.
Ti amo, come una puttana da usare senza rispetto e umanità.
Ti amo come si ama una donna che non ti ricambierà mai.
Ti amo ma ti devo lasciare andar via.
Pubblicato da LaTuaLettriceParticolare in settembre 14, 2009 alle 7:47 pm
..toccante..
bravo..
complimenti..
Pubblicato da piemme in settembre 15, 2009 alle 2:21 pm
@Peterpan: ti auguro di realizzare la tua vita e tutto ciò che desideri nella nostra amatissima città!
Pubblicato da Trilli in settembre 16, 2009 alle 10:01 am
Napoli è un sogno.
Un sogno lungo una notte.
La prima volta che la vedi te ne innamori, ne assaggi il sapore e non vorresti abbandonarla più. Napoli è la città della pizza, del sole, del mare, delle passeggiate a via caracciolo, della bella gente.
Questo dovrebbe essere, ma questo non è.
Napoli per chi ci vive e chi conosce ogni suo angolo e ogni suo difetto, incomincia a starti stretta.
E’ una città piena di contraddizioni, piena di illusioni, e piena di speranze infrante.
Ogni giorno che ci vivi, la ami un pò di più, ma allo stesso tempo la odi un pò di più.
E’ la mia città e non potrei non amarla più di me stessa, ma è una città distrutta perchè non c’è più nessuno pronta a difenderla.
Perchè se vai all’estero o in qualunque altro posto viene identificata per i suoi difetti, per la camorra per la spazzatura e altre mille cose.
Ma Napoli non è solo questo, ma solo chi c’è dentro sa e resta in silenzio.
Vorrei fuggire ogni giorno da qui, e so che un giorno accadrà, ma è la mia terra e la porterò nel mio cuore ovunque io vada, perchè resta e resterà la città più bella del mondo, anche se è la città più incompresa!
P.s. Questo è uno dei capitoli che preferisco di più in assoluto. Hai superato te stesso.
Pubblicato da Maria Rosa in settembre 22, 2009 alle 8:17 am
Non so che dirti….ogni capitolo che scrivi è fonte di sorpresa per me….sai essere sempre così semplice e profondo allo stesso tempo….
Cmq… non è solo un tuo pensiero, quello di lasciare la tua bella città….purtroppo anche la mia bella Sicilia a volte ci sta stretta un pò a tutti….
Adesso devi solo ascoltare il tuo cuore….cmq….non smettere mai di lottare per qualcosa in cui credi fortemente….anche se a volte fa bene anche accontentarsi di qualunque cosa….l’importante è che sia legale….
Per Trilli….anche la nostra Sicilia viene identificata come la vostra Napoli….
Una volta, in Croazia, quando hanno sentito che eravamo siciliani, si sono messi a correre come i pazzi e in un attimo erano già spariti, perchè si credevano che noi fossimo dei mafiosi, pronti ad ucciderli….
Le cose non cambieranno mai in Italia, ne sono convinta, ma l’importante è avere la coscienza a posto, sempre e comunque….