11. COMPRARE I PRESERVATIVI PORTA SFIGA

Perché sei tornata? Sei riapparsa dal nulla e dal silenzio che aveva attraversato questi anni. Sei ricomparsa quando è cominciato il 2009, come a voler condire con lo zucchero l’inizio di un anno disastroso.

Sei tornata con un SMS, un semplice come stai? Sei tornata auto-invitandoti a Milano per un caffè. Il tuo tempismo è stato inquietante. Il venerdì in cui Clelia mi ha lasciato avevo parlato con te del nostro incontro a Milano. Poche settimane, il tempo di dare un esame all’università e finalmente saresti tornata nella mia vita. Non mi sembrava vero e mentre tornavo a casa da Clelia non pensavo ad altro.

Nulla accade mai per caso.

Non poteva essere stato il caso a farti riapparire pochi giorni prima che Clelia mi lasciasse; non mi andava di pensare al caso quando pochi giorni dopo ho scoperto che anche tu eri appena stata mollata.

Dovevo credere al destino. Ancora una volta mi servivi. Mi servivi per alleviare il dolore, per cancellare Clelia, per aggrapparmi a un’illusione prima di crollare a terra definitivamente.

Nei giorni che hanno preceduto il nostro incontro ci sentivamo spesso in chat. Eri insolitamente dolce e spontanea. Sentivo qualcosa di diverso in te; sentivo che eri una persona diversa da quella ragazzina timida e incazzata che ricordavo.

Eri cresciuta anche tu, modellata dalla vita e dalle esperienze.

Avevo immaginato tutto nei minimi dettagli. Avremo passeggiato per Milano, ti avrei fatto ridere e fatto scoprire i pochi posti veramente belli della città, la sera ci saremo baciati al concerto degli Oasis accompagnati dalla musica e dalla folla e la notte avremo fatto l’amore per ore. Finalmente saresti mia, soltanto mia.

Il giorno del nostro incontro c’era la neve. Milano era coperta da un manto bianco e tutto era stranamente silenzioso e pacifico.

Mi ero appena licenziato dall’agenzia ed ero sereno. Dentro di me sentivo che la vita stava finalmente prendendo il binario giusto.

Lavoro, stabilità, sicurezza e forse in tutto questo ci sarebbe stato un posto anche per te.

Quando incontri una ragazza che hai sognato per anni e nella testa hai la strana idea e la speranza di finirci a letto, devi essere pronto a ogni evenienza. La prima cosa da fare è comprare dei preservativi. Io odio quei cosi di gomma. Mi fanno raggrinzire il cazzo e lo rendono insensibile.

Ma di certo non mi sarei fatto scappare la rara possibilità di fare l’amore con Martina perché non ero fornito delle sanissime e santissime preucazioni.

Odio così tanto quei cosi da non averli mai comprati direttamente dal farmacista. Le rare volte in cui mi è capitato di doverli comprare, l’ho sempre fatto alle 3 di notte dal distributore del tabaccaio del paese. Nessun occhio indiscreto a spiarti, nessuna risatina stupida da sopportare.

A Napoli nessuno si fa mai i cazzi suoi. Se entri in una farmacia napoletana e chiedi una confezione di profilattici devi sorbirti gli sguardi della farmacista, della vecchietta e del tamarro in coda dietro di te e se sei sfortunato anche qualche battutina scema.

Per fortuna ero a Milano e ci è voluto poco.

-         Salve, vorrei una scatola di preservativi – chiedo alla farmacista con mezzo decibel di voce.

-         Guardi, sono tutti qui. Scelga pure.

-         Voglio gli Easy-on.- se proprio devo sopportarli, meglio non perdere tempo a indossarli.

-         6 e 20 prego.

-         Arrivederci e grazie.

Dio benedica la professionalità e la discrezione dei milanesi.

Quanta gente c’è in un treno regionale? Vedo scendere centinaia di persone e con il cuore in gola cerco i tuoi occhi tra la folla.

Arrivi di colpo alle mie spalle. Saltelli felice e mi abbracci. Non sei più una ragazzina, ma non hai perso un decimo della tua dolcezza e della tua bellezza.

Ho bisogno di tempo per sciogliermi. Mi viene in aiuto la tua spontaneità, insolita e inaspettata.

Che cosa ne è stato di quella ragazzina triste e scazzata? Ora sei un sorriso continuo; sei parole su parole, sei saggezza e profondità, sei luce che abbaglia e dà pace.

Sei la mia Martina, unica e preziosa. E sei finalmente pronta per essere mia.

Passeggiamo nel parco Sempione, vuoto e coperto di neve in ogni centimetro. Vorrei che questa neve potesse lavar via tutto quello che c’è stato in quest’ultimo mese. Vorrei che questa neve potesse essere segno di rinascita e purificazione. Lava via il mio dolore Martina, lavami l’anima. Dimmi che sei qui per salvarmi.

Il parco è solo nostro. Oggi possediamo un pezzo di questa città: unico e bello come non mai.

Vorrei baciarti qui, subito e senza aspettare un altro minuto. Ma il cuore e il mio fottuto cervello mi dicono che non è ancora arrivato il momento. Aspetterò, perché per oggi sei solo mia.

Quando andiamo a mangiare, mi tocca scontrarmi con una parte di te che è ancora tristemente qui.

Mangi mezzo piattino di riso in un’ora e si vede lontano un miglio che non hai nessuna voglia di finirlo.

Ti dico di non preoccuparti, di lasciarlo lì se non ne hai voglia.

-         Alcuni dei miei problemi sono ancora qui.

-         Andranno via. Un po’ alla volta te ne libererai. Per queste cose ci vuole tempo.

Ti stringo le mani per riscaldarti dal freddo che abbiamo preso nel parco. Vedo le tue guance arrossire e sono follemente innamorato di questa immagine. Sei rara. Oggi nessuna ragazza di 20 anni arrossisce più perché qualcuno la prende per mano.

Oggi sono tutte sgamate e sicure di sé, ti girano e rigirano su un dito senza mai chiedere il permesso.

Tu sei una di quelle che si addormentano di sera e si risvegliano col sole. Sei una canzone da scrivere e cantare a squarciagola; sei un quadro che non ha valore e impossibile da interpretare al primo sguardo.

Sei come i quadri che ti porto a vedere alla mostra di Manritte. Avrebbero potuto mettere insieme tutti i più grandi pittori della storia in quel museo; l’unica opera d’arte che voglio guardare sei tu.

Ti sento dentro ogni istante di più. Non vedo l’ora di poter stare di nuovo da solo con te, senza che nessuno ci possa vedere o disturbare. Voglio silenzio ora, perché non posso più aspettare.

Ti porto a casa, per asciugarci e riposarci prima di andare al concerto degli Oasis. Ma io non ho nessuna voglia di riposare.

Siamo seduti sul divano e sono a pochi centimetri dalle tue labbra. Giochiamo con il cuscino rosa schoking che Andrea ha gentilmente offerto a tutti i coinquilini. L’imbarazzo che c’è tra di noi si taglia a fette.

Le mie mani ti accarezzano la pancia, ti pizzicano, ti cercano e ti parlano in tutti i modi possibili.

Mi sembra di avere di nuovo 16 anni.

-         Chi l’avrebbe detto eh? Che un giorno ci saremo ritrovati a giocare con un cuscino da gay seduti sul divano di un appartamento a Milano?

Stai zitta Martina, non è più il tempo di parlare.

E’ il tempo di chiuderti le labbra con un bacio. Sento finalmente il sapore che ho sognato per anni. Inizio appena ad assaggiarlo e per qualche istante credo di non essere il solo a volerlo.

Mi riporti bruscamente sulla terra. Ti allontani e mi guardi stupita.

-         E questo cosa significa?

Resto allibito per qualche secondo. Cosa cazzo vuoi che significhi? Non dirmi che pensavi sul serio che non ci avrei provato. E’ troppo ingenuo persino per te un pensiero del genere.

-         Sono 4 anni che sogno di farlo, cosa vuoi che significhi?

-         Ho capito che sono 4 anni. Ma nel frattempo tu sei stato 2 anni e mezzo con un’altra e io ho da poco chiuso una storia di un anno.

E che dovevamo fare in questo lasso di tempo? Chiuderci in convento in attesa del destino o di un miracolo?

-    Ok! Ok! Ho capito…non preoccuparti. Fai finta che non sia successo niente.

-    Io non mi sento pronta. Sono confusa…è così difficile trovare persone che ci vogliano bene a prescindere da tutto, persone con cui si possa stare veramente bene…

-      Vieni qui…

Ti lasci andare tra le mie braccia. Ti stringo forte e accarezzo i tuoi capelli, cercando di memorizzare il tuo odore per quando sarai andata di nuovo via.

-         A te piace stare con me Martina?

-         Sì. Ti ho sempre stimato tanto. Anche quando stavi con mia cugina, non capivo perché si lamentava di te.

Stima eh?

La stima è un sentimento che sa tanto di presa per il culo. Sai, ti stimo tanto, mi sei simpatico, mi piace chiacchierare con te, ma piuttosto che baciarti mi accoppio col cuscino rosa schocking.

-         Ti stringerei così forte da ammazzarti…

Ridi e ti accuccioli ancora di più tra le mie braccia.

-         Sai Diego, fin quando eri a Napoli era tutto diverso. Ora che sei a Milano, non siamo poi così distanti.

Dici? Peccato che mi sembra di sentirti lontana 1000 km anche ora che sei qui a mezzo centimetro da me.

-         Ma sì, possiamo vederci tutte le volte che vogliamo. E’ un’ora e mezzo di treno.

Palle.

Per stare dietro a una come te bisogna coltivarti giorno dopo giorno e non solo una volta al mese. Sei un lusso che temo di non potermi più permettere.

Restiamo in silenzio e abbracciati per mezz’ora, poi ci prepariamo e andiamo al concerto.

Approfitto delle canzoni più dolci e romantiche per stringerti. Ti abbraccio da dietro e ti sussurro le parole delle canzoni nell’orecchio. Sorridi imbarazzata, ma non ti lasci mai andare. Sai quante volte ho ascoltato queste canzoni pensando a te? Ora non puoi non farmi sognare mentre la musica e le visioni che l’accompagnano coincidono con la realtà.

Mentre torniamo a casa penso che dormirti accanto sarà uno strazio. Sei nella mia stanza, un minuscolo buco di un appartamento di periferia per giovani senza una lira. Il tuo letto è a mezzo centimetro dal mio e io non posso stringerti e toccarti. Prima di spegnere la luce e di darti la buonanotte, mi gioco la carta della disperazione.

-         Se per caso cambi idea e ti viene voglia di due coccole, sai dove trovarmi…

-         Ok…notte.

Ridi. E quando ridi ti vorrei strangolare, perché mi sento così ridicolo.

Il giorno dopo ti riaccompagno in stazione, ti abbraccio e ti prego di non sparire. Dici che non lo farai, ma faccio fatica a crederti.

Quando ritorno a casa sono ossessionato dal tuo odore. Vado a letto presto. Non nel mio letto, ma in quello dove hai dormito tu. E stringo la felpa che ti ho prestato per la notte e respiro il tuo profumo dalle lenzuola fino all’ultimo atomo che abbia il tuo dolce sapore.

Mi manchi già da star male e mentre annuso il tuo ricordo, mi accorgo che non ho proprio più l’età per giocare al tempo delle mele.

16 Risposte to this post.

  1. Ma che cosa gira mai per la testa alle donne?!?!?!

    Splendido post, se non fosse per un’unica parola un po’ “pesante”, l’avrei postato nel mio blog, nella pagina “Pensieri d’amore”: ma forse lo farò lo stesso, perché è grande la descrizione dei tuoi sentimenti, ancora più del tuo desiderio.

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  2. Posted by Trilli on Luglio 13, 2009 at 9:32 am

    Voi uomini avete sempre troppa fretta.
    Mai comprare i preservativi, anche se il tuo comportamento è più che giustificabile, ma qua si parla di Martina, mica di una donna qualsiasi.^-^
    Più leggevo e più avevo voglia di farlo, e di continuare, anche se non avrei mai voluto che finisse così in fretta, i sentimenti, la passione, e l’amore che prova Diego per Martina è qualcosa di speciale e semplicemente unico.
    La descrizione perfetta di un sentimento prezioso, raro.
    Grazie Peter per questo post, forse l’amore da qualche parte esiste ancora.

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  3. @ Diemme: qual è la parola un po’ “pesante” ? :-)

    @ Trilli: fretta? ti sembra che uno che insegue una ragazza per tutto questo tempo senza essere ricambiato in alcun modo sia una persona che ha troppa fretta? ;-)

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  4. Ehm ehm… non potresti rileggere il post? Relativamente a certi raggrinzimenti… e a parte tutto, stona pure con un post che è poesia pura, anche quando definisce lei incazzata.

    Ti assicuro, la mia opinione è più letteraria che da biaciapile.

    (Almeno come tale vorrei farla passare ;) )

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  5. @Trilli: i preservativi a casa bisogna sempre tenerli, perché non si sa mai quando scatterà la magia, dopo un secondo o dopo dieci anni. E qui, oltretutto, erano passati anni…

    L’alternativa è: sprecare l’attimo magico, o pagarne forse le conseguenze in saecula saeculorum.

    E allora, via con gli Easy On!

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  6. Posted by peterpanestatoqui on Luglio 13, 2009 at 8:02 pm

    :-) )))))

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  7. Posted by Trilli on Luglio 14, 2009 at 10:47 am

    D’accordissimo con voi!
    Io dicevo in generale che spesso gli uomini mettono fretta, ovviamente non è il caso di Diego, infatti ho anche aggiunto che il suo comportamento è giustificabile, perchè come dice Diemme bisogna essere pronti ad ogni evenienza, ma d’altronde non trattandosi di una ragazza qualsiasi, mi aspettavo che le fantasie sarebbero sfumate nel nulla.
    Insomma mi aspettavo che non ci sarebbe stato il lieto fine, almeno non così presto!

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  8. Posted by Maria Rosa on Luglio 14, 2009 at 1:44 pm

    Mi è sembrato di leggere veramente una poesia dettata dal cuore….purtoppo le cose non vanno quasi mai come speriamo….però l’amore di Diego per Martina secondo me non è proprio amore….è solo desiderio…desiderio di amare una persona che non sia Clelia, desiderio di essere amato per quello che sei, desiderio di fare sesso, desiderio di soddisfare i propri istinti…
    E poi secondo me, Diego non è innamorato di Martina, ma del suo carattere…..Dimmi se sbaglio….

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  9. è solo desiderio…desiderio di amare una persona che non sia Clelia, desiderio di essere amato per quello che sei, desiderio di fare sesso, desiderio di soddisfare i propri istinti…
    E poi secondo me, Diego non è innamorato di Martina, ma del suo carattere…

    Assolutamente no cara Maria Rosa…non so se chiamarlo amore, perché amore è una parola che non bisogna mai nominare con troppa facilità. Ma tutto si può dire tranne che Diego voglia semplicemente fare sesso e soddisfare i suoi istinti con Martina.
    Lui la sogna da anni, perché lei gli fa battere il cuore come nessun’altra…e se avesse semplicemente voluto farsi una scopata, avrebbe lasciato perdere già da una vita e invece ancora lì a soffrire e sognarla…

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  10. Posted by Maria Rosa on Luglio 15, 2009 at 8:26 am

    Hai ragione….la parola “amore” non si deve usare con molta facilità….
    Ma se questa “Martina” ti fa battere veramente il cuore come nessun’altra dovresti dirle quello che provi per lei…faglielo capire…..dimostrale il bene che le vuoi….non avere fretta….perchè a volte la fretta è una cattiva consigliera e ti porta a sbagliare….
    Ti auguro solo che lei si accorga presto dei tuoi sentimenti e possa un giorno ricambiarli….

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  11. Posted by Marinella on Luglio 16, 2009 at 6:00 pm

    senti maradò… a settembre ti mando il conto del dentista e del diabetologo.
    Ma la cosa peggiore, la vergogna più grande è che alcune frasi le ha pensate anche la testa che in questo momento mi trovo sul collo!
    Ho sentito parlare di gente tipo Martina. Per la precisione, due ragazze. Persone sovrumane, ci s’immagina…poi, vai a vedere, capita anche a te e mentre leggi ogni tanto ridacchi imbarazzata convinta di non avere nulla di speciale. Pensi “ma questo, dov’era, quando credeva di vedere me?”.
    Al di là di questi romanticismi forzati che non mi sento di criticare, perchè sono quelle poche cose che contengono realmente l’essenza pura della vita stessa (qui ci scappa “quasi” il complimento…) devo anche manifestare il mio dissenso per il rapporto “qualità-prezzo” xD cioè…è come se tu scrivessi, e, temo, di conseguenza, provassi -> troppo per… per troppo poco. Okay, è pur vero che non siamo al supermercato in cerca di offerte vantaggiose…purtroppo, sono dell’opinione che nei rapporti un minimo di equilibrio sia fondamentale…
    …MA VENIAMO AL DUNQUE: “Per stare dietro a una come te bisogna coltivarti giorno dopo giorno e non solo una volta al mese. Sei un lusso che temo di non potermi più permettere.”
    è esattamente qui che mi scadi ma proprio tanto tanto tanto tanto tanto!!!!
    E’ come se con questa frase tu trasformassi tutto sto post in un becero esercizio di stile!!!
    Perchè ad una persona con un QI medio non puoi parlare per due ore di come “arrossisce” questa rarissima fata , “la tua martina unica e preziosa”… per rivelare, poi, con nonchalance, se è così che si scrive, che tu, insomma, non puoi permetterti di metterti in gioco seriamente, che esigi una svendita totale non per cattiveria, per carità, sei dolce e romantico… ma SOLO perchè non hai tempo, cosa vuoi che sia…
    …NO, maradò, questa non me la dovevi fare. Chiedi scusa, o spiegati meglio…
    …veramente pessima. Ricordatelo… i negozi in svendita sono in fallimento, qualsiasi cosa abbia un valore ha bisogno di una cura di cui, probabilmente, dico con tristezza, tu non hai idea. Sei molto più grande di me, ma io mi permetto ugualmente di consigliarti un libro semplice semplice: “Il piccolo principe”.
    Un bacione.

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  12. a) Il piccolo principe l’ho letto dieci anni fa quando tu ti scaccolavi ancora il naso in seconda elmentar
    b) non dire a uno che ha le palle e la pazienza di stare dietro una ragazza per 4 anni senza aver nulla in cambio che non ha pazienza e non ha cura per le cose a cui tiene. perchè potrei ricordarti quanti ragazzi se non ti scopano al secondo appuntamento ti mandano a cagare
    c) io scrivo quello che sento in determinati momenti e in quel momento e negli ultimi mesi ho capito che non posso fasciarmi la testa dietro di lei, perchè ci sto solo male
    d) ancora non conosci nulla di Martina,, non sai quanto complessa e contorta sia la sua mente e quanto sia difficile trovare una porticina aperta per entrare in contatto con lei
    e) accetto tutte le critiche e i tuoi punti di vista, xkè non sono nè un guru, nè un filosofo, ma solo una persona comune che racconta la sua vita. e le mie scelte e i miei comportamenti sono criticabili come quelli di tutti
    e) non mi chamo Maradona! :-) anche se Diego è stato un mio Dio.

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  13. Posted by Marinella on Luglio 26, 2009 at 9:03 pm

    a) mi rattrista il fatto che il primo argomento a cui ti aggrappi sia legato alla faccenda dell’età anagrafica… se sei lì a chiederti il perchè un applauso alla perspicacia. non dovrei certo spiegartelo io che sono le esperienze, e non le candeline sulla torta, a fare la maturità di una persona. E l’intelligenza, ahimè.
    b) non è questione di aspettare. Il punto è che tu hai proprio scritto testuali parole: “Per stare dietro a una come te bisogna coltivarti giorno dopo giorno e non solo una volta al mese (caspita, che guaio…)” a me, poi magari io sono pazza ma A ME non sembra l’atteggiamento di uno che ci tiene così tanto veramente e che farebbe di tutto per questa povera lei.
    c) boh? chi può dirlo -.-’ magari se solo trovassi il tempo per lei più di una volta al mese… scherzo e sono acida… scusa ma è questo il risultato, se ad una critica antipaticamasimpatica rispondi come se ti avessi ammazzato qualche familiare
    d) mi fa piacere se ascolti le critiche, spero che, siccome io sono sia una guru, che una filosofa, che una persona comune (che però la sua vita nn la racconta) possano esserti utili. Ancora una volta scherzo, qui sono dissacratoria.
    e) che tristezza st’alfabeto

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  14. Posted by Marinella on Luglio 26, 2009 at 9:04 pm

    p.s. io tifo udinese.

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  15. Posted by peter on Luglio 27, 2009 at 6:28 pm

    @ marianella: ti adoro! :-)
    scherzi a parte…fosse per me, chiamerei e vedrei martina ogni giorno, ogni weekend, ogni maledetta settimana…il problema è che x stare dietro ai suoi studi e alla sua vita, non la vedo da mesi…capisci ora cosa voglio dire quando scrivo che non posso coltivare il rapporto con lei in questo modo? ci sentiamo si e no una volta al mese in chat!

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  16. Posted by Marinella on Luglio 27, 2009 at 6:40 pm

    aaaah adesso sì!! Capito!!! però uffy, se eri superficiale bastava un po’ d’impegno in più… invece messa così non c’è soluzione…
    …mi spiace @–’– (sarebbe un fiorellino di consolazione xD)

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